Direkt zum Hauptbereich

Socrate e la cultura del dialogo

 

Socrate 

Socrate é uno dei filosofi occidentali piú significativi. Lui era alla ricerca della verità, interessato all´uomo e alla parola infatti non scrisse nulla.

Socrate visse in un difficile clima politico, di diffidenza verso la filosofia e ostilità delle classi conservatrici. Finito il governo di Pericle la città dovette subire dei Trenta tiranni, e alla loro caduta ritorno un governo democratico. Ma la restaurata democrazia era fragile e Socrate fu condannato a morte in una fase di crisi della politica in cui il potere si sentiva minacciato dalle critiche di un personaggio popolare come lui. Questo filosofo cosi originale veniva visto come elemento destabilizzante per i nuovi equilibri politici e ispiratore dell´aristocrazia ( capi della terribile dei trenta). Le accuse furono ingiuste, perché Socrate non aveva aderito a quel governo tirannico anzi, lo aveva anche apertamente criticato.   Egli é contro le posizioni relativiste solistiche. Nessun’altra personalità filosofica vive e pensa allo stesso modo; coincide la sua filosofia e la sua azione e questo fa di Socrate il filosofo di eccellenza. Viene descritto come uomo giusto e saggio non lasciò testimonianza retta di se. Preferiva parlare con le persone in particolare con i giovani. abbiamo molte testimonianze indirette tra cui quelle di Platone, il suo discepolo, il piú attendibile interprete del pensiero del maestro. Egli descrive la vita del suo maestro dedicata all´educazione dei giovani e alla riflessione. Aveva un animo eccezionalmente bello e nobile, coraggioso e forte. In guerra era sprezzante del pericolo e faceva lunghe marce a piedi nudi sulla neve. Fisicamente era basso con la pancia grossa, il naso camuso, gli occhi fissi e sporgenti ma, scelse di sacrificare la propria vita piú tosto di ribellarsi alle leggi della cittá.  È stato condannato a morte dal tribunale di Atene nel 399 a.C con la duplice accusa di misconoscere gli dei tradizionali della città, introducendo divinità nuove e di corrompere i giovani.

Le accuse e la sua morte 

Su ogni cosa lui appuntava il suo sguardo critico domandandosi che cos´é e perché. Metteva in dubbio ogni certezza e ammainato le basi già vacillanti del sistema politico. Lui fu condannato dalla maggioranza di una giuria popolare composta da 500 persone. La sua morte fu il sigillo della grandezza spirituale di Socrate. Lui si rifiutò di evadere dal carcere e di ribellarsi alle leggi della cittá. Questo può essere visto come atto conclusivo e drammatico di una vita vissuta seguendo le regole morali e il perfezionamento interiore. 

La sua ricerca

Socrate investe molto tempo a conversare con gli uomini che avevano fama di grande sapienza: politici importanti, i piú stimati poeti, artigiani piú competenti e persone piú in vista. Ognuno di essi conosce qualcosa di particolare della propria arte ma ignora tutto il resto, pensando però di essere sapiente. Socrate é il piú saggio, perché sa di non sapere, mentre gli altri non hanno tale consapevolezza, anzi si vantano di sapere ogni cosa.  Lui si è sentito in dovere di mettere a nudo tale ignoranza, costringendo gli uomini a dubitare delle loro certezze e facendosi dunque dei nemici. 

 La conversazione secondo Socrate 

 Lui invita a ragionare, perché attraverso il dialogo ci si libera dai concetti sbagliati e si arriva ad una consapevolezza di se stessi e dei propri limiti. La verità si trova già nell´ anima di ognuno. Socrate non vede in se il saggio o il maestro: i concetti non passano dalla mente dell´insegnante a quella dell´alunno ( visione passiva della didattica ). Lui aiuta a riflettere e a trovare una soluzione personale ai problemi. É un ottimista, fiducioso nelle risorse interiori degli uomini e della conoscenza del bene. 


La virtú é conoscenza 

Chi conosce il bene non può commettere il male. Socrate intende una virtù di carattere superiore (non singole competenze). Intende virtú come un vero e proprio stile di vita, sempre alla ricerca della conoscenza. Socrate é una persona rigorosa ed equilibrata che non avverte il conflitto tra la ragione e gli istinti. Secondo il suo "intellettualismo etico" pone la virtú morale uguale alla conoscenza, ottenuta attraverso il dialogo e il confronto aperto, in continua ricerca e riflessione su ció che é bene fare per sé e per la comunità. L´obbietivo principale della filosofia é la condivisione della ricerca razionale della virtú che guida le azioni degli uomini. 


La cura dell´anima

La psiche diventa anima cioè vita interiore, la sua personalità morale. Guardando nell’anima l´uomo scopre ció che é veramente bene fare. Lui stesso sentiva nella sua anima la voce di un demone che lo metteva in guardia da quello che doveva evitare. La cura dell´anima secondo Socrate é la piú importante delle attività umane, perché é l´anima che qualifica l´uomo. 

 



 






Kommentare

Beliebte Posts aus diesem Blog

l´inizio della Filosofia/ Ionici

Filosofia  Le origini della Filosofia e la  scuola di Mileto  La prima riflessione filosofica avviene intorno al 7 - 6 secolo a. c. nella Ionia. Il termine "filosofia" significa "amore per la sapienza", ossia un amore che nasce dal senso di meraviglia degli uomini dalla bellezza delle cose.  La scuola di Mileto é un gruppo di filosofi presocratici situati in una colonia greca nel territorio della Ionia.   I tre filosofi più  famosi erano Talete, Anassimene e Anassimandro.  È stata inaugurata da tre famosi filosofo.(Talete,Anassimandro e Anassimene)  Talete Talete è stato un filosofo, un astronomo e un matematico. Talete viene indicato come il primo  filosofo  della storia del pensiero o ccidentale  che iniziò la ricerca della archè  ossia del principi o identificato come acqua, da cui tutte le cose si sarebbero generate . Talete pensava che il principio primordiale fosse l'acqua, sulla base dell'osservazione e del buon s...

Eraclito e Parmenide

 Eraclito  Origini nobili- discende da stirpe reale. È aristocratico discende dalla scuola di Mileto ed é un oppositore della politica dei suoi concittadini. Rifiuta di partecipare alla vita politica della sua città Efeso, infatti si isola nei boschi in contemplazione e meditazione nutrendosi di erbe e verdure. La sua unica opera si intitola "Intorno alla natura" composta in forma oscura ciò significa scritta in modo tale di renderla capibile solo a persone secondo lui degne, come un "sacro discorso". "Nel mondo non ce nulla che sia in uno stato inquiete: tutto é costantemente in movimento" questo é il suo flusso universale. Ce conflitto nella sua città dove artigiani e commercianti emergono come classi sociali e c´é conflitto nella natura. Acqua, fuoco, terra e l´aria sono in opposizione tra loro come il bene e il male, il giorno e la notte. Anche l uomo muta in continuazione. Non può bagnarsi due volte nello stesso fiume, primo perché l´acqua non sarebbe...

Pitagorici

  Pitagorici   Con i Pitagorici ci troviamo una scuola filosofica, dopo quella di Mileto.  La scuola di Mileto identificavano l' archè in una sostanza generica materiale, i pitagorici ritenevano invece che l' archè si identifichi in un numero. P er entrare a far parte della scuola bisognava essere sottoposti ad un rito di iniziazione Sicché.  Più che di una scuola, si tratta di una comunità filosofica, religiosa e politica ("setta" religiosa), .t utti i pensatori che lavorarono in questa scuola vengono generalmente chiamati Pitagorici, dal nome del loro maestro Pitagora. Importante anche    il passaggio della filosofia dalla Grecia e dalle zone della Ionia alla Magna Grecia. S i vide costretto a fuggire  a Crotone, nell'attuale Calabria, perché il governo era tirannico contro i aristocratici.   L' Orfismo  è di carattere maggiormente religioso, il Pitagorismo è più filosofico. Ma vi è poi un'altra grande differenza, che co...