pag. 102-103
1.
Come agisce Prometeo per garantire all'uomo le
condizioni indispensabili alla sua sopravvivenza?
Ruba
agli dei, in particolare a Efesto e ad Atena, il loro sapere tecnico e anche il fuoco
e dona successivamente il tutto agli uomini.
2.
Che cosa ancora manca per garantire il vivere civile
anche dopo l'intervento di prometeo?
Occorre che
gli uomini imparano il concetto di rispetto
reciprocamente e a non commettere ingiustizia.
3.
Zeus inviò Ermes perché portasse agli uomini il
“pudore” e la “giustizia”. Che cosa si intende, precisamente, con questi
termini?
Con pudore si
intende il “rispetto reciproco” mentre con giustizia il senso di giustizia che costituiscono
le condizioni e fanno parte dei due fattori minimi ed essenziali di ogni vivere
civile.
4.
Il dono dell’arte politica che Zeus ha dato a tutti
gli uomini indifferentemente secondo i sofisti richiede un ulteriore processo
educativo per essere messo in pratica. Chiarisci come essi intendono tale
percorso informativo.
L'encomio di
Elena pag. 104-105
1.
Quali sono le quattro ragioni per cui era naturale che
avvenisse la partenza di Elena per Troia?
Le ragioni
sono: per volontà del destino o degli
dei, perché essa fu costretta con la violenza fisica, perché persuasa dalle
parole di Paride oppure perché vinta dalla passione amorosa.
2.
Spiega in che senso la parola avrebbe esercitato una
“violenza” sull’animo di Elena.
la parola sottomette la volontà dell'ascoltato fino
a renderlo incapace di giudicare e la persuasione, senza avere l’aspetto della
costrizione ne ha la potenza.
3.
Per spiegare il “fascino” della parola Gorgia utilizza
un efficiente metafora; per esplicitare il suo “potere”, invece, ricorre a una
similitudine. Individua tali figure retoriche e spiegane il significato.
La
semilidutine viene utilizzata per fare capire il significato della parola, come
una potente, dominante signora, mentre la similitudine invece viene usata per
spiegare il fascino che pur essendo invisibile, riesce a fare effetti sull
essere Umano.
4.
Chiarisci in che senso il brano può essere letto come
un’esemplificazione della visione tragica dell'esistenza propria del sofista di
Lentini.
//////
L’arte della
maieutica pag.
120-121
1.
Quali sono le affinità e le differenze tra l'arte
delle levatrici e quella socratica?
Sono molto simili e le loro affinità sono
il fatto che in entrambe le arti i praticanti sono consapevoli di non poter
generare sapienza, inoltre Socrate ammette di non poter produrre conoscenza egli stesso
ma di essere in grado di stimolare i suoi interlocutori a trovare una verità
interiore che non sapevano di possedere.
2.
Socrate si riconosce la capacità “di mettere alla
prova in ogni modo se il pensiero del giovane partorisce un fantasma e una
falsità, oppure un che di vitale e di vero”. Spiega questa affermazione.
Socrate
ammette di possedere la capacità di riconoscere se le riflessioni di chi ha di
fronte cioé con chi sta parlando siano valide o meno e di conseguenza e di
conseguenza decide se sostenerli o meno.
3.
Socrate, in riferimento a coloro che hanno
accettato di dialogare con lui, dichiara che “da se stessi scoprono e generano
molte cose belle”. Commenta tale affermazione, motivando l'uso dei verbi
scoprire e generare.
Lui è
convinto dal fatto che la gente impari da loro stessi, dai ragionamenti che
fanno essi stessi, da soli. Lui afferma anche che cerca di stimolare le persone
con le quali parla ma che siano loro stessi a scoprire e generare molte belle
cose.
4.
. Nella parte finale del brano vengono
usati vocaboli che rimandano al ciclo della vita dell'uomo. Analizzali e
spiegane la valenza metaforica.
Nella
parte finale del brano i vocaboli che rimandano al ciclo della vita dell'uomo
sono abortire, partorire, allevare, accoppiamento e essere gravidi. La metafora
viene usata per illustrare l'idea di come la vita dell'uomo si genera e poi si
alleva e cresce, nello stesso modo le idee si generano si allevano e possono
crescere.
5.
Alla luce delle considerazioni sul metodo
maieutico, illustra in che cosa consiste, per Socrate, la verità.
Secondo
lui non può generare sapienza , peró interroga gli altri senza dando però un
manifesto sugli argomenti, avendo come “scusa” il fatto di non essere sapiente
in nulla.
6.
Analizza l'importanza che per Socrate
riveste la frequentazione personale in un rapporto di crescita ed esponi le tue
riflessioni personali a riguardo.
////
Gli ultimi
istanti di vita di Socrate pag.
121-122
1.
Perché Socrate non teme la morte?
Non
teme la morte perché sa che la vita non si interrompe con la fine del corpo e
sa che è una liberazione e introduzione
ad una vita migliore.
2.
In
che senso Fedone confessa di non piangere Socrate ma la sua stessa “sventura”?
Fedone
non piange per la morte di Socrate come essere vivente, ma perché perde un´ amico senza il quale sarebbe
stato difficile proseguire.
3.
La serenità di fronte alla morto emerge in
diverse espressioni usate da Socrate, con cui incoraggia ed esorta gli amici.
Trascrivile e prova a spiegare i motivi dell'atteggiamento del filosofo.
///
4.
La morte di Socrate riveste un alto
significato ideale, testimoniando la piena fedeltà del filosofo ai suoi
principi teorici. Rifletti su questa affermazione ed esponi le tue
considerazioni in proposito.
Lui anche
difronte al tribunale ha deciso di ribadire le sue tesi e di non tornare
indietro. La sua morte può essere interpretata come l’atto conclusivo.

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